Incentivi progettazione RUP

Incentivi progettazione RUP

 

 

Q: Ho ricoperto dal 12/02/2014 al 31/07/2014 il ruolo di R.U.P. dell’ufficio tecnico presso il comune di XXX e mi sono occupata di 2 gare e di una variante; nello specifico: 1) preparazione dei documenti ed espletamento della gara per l’aggiudicazione dei lavori per la costruzione dell’isola ecologica con l’inizio ed esecuzione di parte dei lavori, compresa la progettazione; 2) redazione dei documenti di variante in corso d’opera con esecuzione dei lavori, compresa la progettazione (manutenzione di strade); 3) preparazione dei documenti ed espletamento di gara per la raccolta dei rifiuti solidi e urbani e loro assimilabili, raccolta differenziata e rifiuti ingombranti nonché servizio di spazzamento manuale e meccanizzato nel territorio comunale. In merito a ciò vorrei sapere come si calcola l’incentivo del 2% che spetterebbe al RUP soprattutto per il punto 3) considerando che il Comune ad oggi non ha un regolamento interno.

R: Gli enti locali, devono approvare un regolamento per la disciplina della incentivazione ai propri dipendenti per la progettazione e la realizzazione di opere

pubbliche; tale regolamento deve essere aggiornato ai principi dettati dal d.l. n. 90/2014.

In assenza di tale regolamento non si possono erogare incentivi riferiti alle attività

svolte a partire dal mese di agosto del 2014, cioè a far data dalla entrata in vigore

della legge di conversione del citato d.l. 90.

Per ogni singola opera già approvata e in corso di esecuzione e realizzazione alla data di entrata in vigore della L. 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014 (ovvero al 19 agosto 2014), gli oneri inerenti alle attività di progettazione, direzione dei lavori, vigilanza e collaudi (nonché agli studi e alle ricerche connessi), anche se non ancora interamente realizzate, devono considerarsi già a carico degli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti, nella misura del 2% dell’importo posto a base di gara di un’opera o di un lavoro in base al previgente art. 92, co. 5 Codice.

Fermo restando l’obbligo, a carico di tutte le P.A. di adottare, a decorrere dalla data di entrata in vigore della L. n. 114/2014, un regolamento, che stabilisce la percentuale massima degli incentivi destinati al personale interno, incaricato di attività tecniche nell’ambito del procedimento di aggiudicazione ed esecuzione di un’opera pubblica, ed un accordo integrativo decentrato, che stabilisca i criteri di ripartizione – punto essenziale, e pregiudiziale alla risoluzione di tutti e tre i quesiti, è la questione della cesura applicativa tra la vecchia e la nuova normativa; vale a dire, in sintesi, se essa trovi applicazione con riferimento alle sole attività successive o anche a quelle precedenti, ma non remunerate all’atto dell’entrata in vigore del decreto.

Ad avviso della Corte dei Conti, è possibile ricavare una soluzione interpretativa al quesito posto prendendo spunto dalla deliberazione della Sez. autonomie, 8 maggio 2009, 7/SEZAUT/2009/QMIG, che, affrontando la precedente riformulazione dell’incentivo di cui all’art. 92, comma 5 del Codice (in relazione alla riduzione introdotta dall’art. 18, comma 4-sexies D.L. 185/2008, conv. L. 2/2009, che ha modificato l’art. 61 del D.L. 112/2008, convertito dalla L. 133/2008) ha precisato che “dal compimento dell’attività nasce il diritto al compenso, intangibile dalle disposizioni riduttive, che non hanno alcuna efficacia retroattiva. Né rileva, in contrario avviso, che alla rigorosa applicazione del criterio della spettanza dell’incentivo nella misura vigente all’atto del compimento della specifica attività, possa conseguire una differente consistenza del beneficio in ordine alla stessa opera per la quale è stanziata la somma da ripartire, a seconda se la stessa attività sia stata compiuta prima o dopo il 31.12.2008. Ciò perché, ai fini della nascita del diritto quello che rileva è il compimento effettivo dell’attività; dovendosi, anzi, tenere conto, per questo specifico aspetto, che per le prestazioni di durata, cioè quelle che non si esauriscono in una puntuale attività, ma si svolgono lungo un certo arco di tempo, dovrà considerarsi la frazione temporale di attività compiuta”: con la conseguenza che “il quantum del diritto al beneficio, quale spettante sulla base della somma da ripartire nella misura vigente al momento in cui questo è sorto, ossia al compimento delle attività incentivate, non possa essere modificato per effetto di norme che riducano per il tempo successivo l’entità della somma da ripartire”. Tanto ciò premesso si conclude dunque che “l’ente, rimanendo per il resto libero nell’esercizio della propria attività discrezionale, nel periodo transitorio dovrà fare riferimento, quanto ai presupposti e ai beneficiari dell’incentivo, alla previgente disciplina mentre, per quel che concerne l’ammontare complessivo delle risorse destinabili al singolo beneficiario, al limite inderogabile fissato dalla norma con riferimento al trattamento economico spettante al momento dell’erogazione”.

(Cfr Delibera n. 3/2015 del 12 febbraio 2015, la Sezione regionale di controllo per la Basilicata della Corte dei Conti).

La corresponsione dell’incentivo dovrà essere disposta dal dirigente o dal responsabile del servizio tenendo conto della disciplina legislativa applicabile e previo accertamento positivo delle specifiche attività svolte dai dipendenti ( es.2% dell’importo dell’opera distribuito in percentuale diversa ai soggetti interni in ragione delle attività effettivamente svolte).

Si consideri inoltre che per la definizione del caso di specie occorre poi tenere presente che, la Corte dei Conti ha a più riprese sancito che l’incentivo alla progettazione non può venire riconosciuto per qualunque lavoro di manutenzione ordinaria / straordinaria su beni dell’ente locale ma solo per lavori di realizzazione di un’opera pubblica alla cui base vi sia una necessaria attività di progettazione.

Inoltre nulla è dovuto, oltre al trattamento economico fondamentale ed accessorio stabilito dai contratti collettivi, al dipendente che ha svolto una prestazione rientrante nei suoi doveri d’ufficio, anche se di particolare complessità.

A sua disposizione per ulteriori chiarimenti.

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