centro storico e linea di costa

a cura del Consigliere Ciro Buono

 

Questo dipartimento, prendendo le mosse da due prossimi importanti eventi per la città di Napoli, il Programma Integrato Urbano per il Centro Storico con la valorizzazione del patrimonio Unesco” nonché il progetto Water front per la riqualificazione del porto di Napoli, vuole mettere a fuoco la complessità degli interventi sul costruito storico in relazione, non solo ai singoli progetti e programmi che, tra l’altro, poco dialogano tra loro, ma al contesto tout-court della città di Napoli: “oltre il Restauro”, per parlare non solo del rapporto tra progetto contemporaneo e centro storico, ovvero il nucleo di Architettura storica consolidata, ma estendendo l’attenzione al CON-TESTO della città del quale il centro storico è parte integrante, intimamente legato e difficilmente scindibile.

 

Il progetto contemporaneo in stretta relazione con uno specifico contesto storico mette in atto una duplice sfida: quella di costruire non solo “identità urbana”, attraverso la valorizzazione del patrimonio esistente, ma anche i modi della crescita e della mutazione dei moderni sistemi di relazione.

 

La città di Napoli, e con essa tutte le realtà territoriali della provincia, è in un atavico ritardo rispetto a quelle europee, oggetto di continui ed eccezionali programmi di rinnovamento.

 

Dobbiamo avere un obiettivo generale esplicito: sbloccare l’impasse edilizio delle nostre città attraverso una complessa strategia tendente al ridisegno della Città, al Restauro ambientale, al recupero del rapporto con il mare e con il contesto, alla sicurezza degli edifici, alla sostenibilità e alla qualità diffusa, tenendo ben presente la complessità delle relazioni del singolo con il tutto.

 

La sfida della riqualificazione urbana deve essere affrontata attraverso un coraggioso “Progetto strategico” che disegni efficacemente le modalità di recupero e che assegni all’architettura un ruolo decisivo nell’importante obiettivo di valorizzazione del centro storico e il suo contesto. Dobbiamo impegnarci con rinnovato impegno civile e con la coscienza di un consapevole “diritto all’ambiente” e alla buona Architettura se vogliamo uscire dalla staticità del momento attuale.

 

Mi preme, però, ricordare a questo punto che non esiste nessuna buona Architettura che riesca a salvare una cattiva pianificazione.

 

L’auspicio di questo dipartimento e di tutto l’ordine degli Architetti di Napoli è innanzitutto quello di avviare un dialogo continuo, un confronto costante tra i diversi soggetti coinvolti nelle trasformazioni urbane dei nostri centri storici (Napoli e Provincia), offrire un banco di discussione e di confronto tra progettisti e comunità, tra addetti ai lavori e non, volto a rivendicare la centralità dell’architettura nei processi di trasformazione sociale. Siamo convinti, cioè, che promuovere la partecipazione, specie la partecipazione efficace, è un compito che va perseguito, non solo per accrescere la possibilità di una maggiore consapevolezza critica e conoscenza del territorio, ma, è anche un modo per “tenere in tensione” i processi decisionali, mettere in gioco la pluralità dei punti di vista e, in tal modo, accrescere le possibilità di decisioni migliori, di politiche migliori e più efficaci per contribuire alle definizione degli indirizzi di pianificazione urbanistica e territoriale delle nostre città.

 

Questo è il difficile compito che ci aspetta.

 

Il progetto di architettura e il suo contesto hanno, da sempre, avuto relazioni dalla trama intricata all’interno della quale in modo inscindibile si fondono questioni legate alla sfera culturale, a quella politica e a quella tecnica.

 

Il Dipartimento, organo consultivo e operativo del Consiglio dell’Ordine

•Forma gruppi di studio sui centri storici oggetto di interesse (Napoli e provincia)

•Coordina la raccolta delle informazioni relative ai progetti approvati;

•Redige report di avanzamento dei lavori;

•Promuove iniziative nell’interesse della figura professionale, partecipando al dibattito con i comuni, le autorità portuale, e tutti gli enti preposti;

•Propone un piano di impegno, capace di rispondere alle emergenze dell’attuale periodo storico, di concerto e trasversalmente alle altre commissioni.

•Promuove l’apertura e la partecipazione attiva da parte di tutti gli iscritti alle attività dell’Ordine;

•Incentiva partnership strutturate con il mondo imprenditoriale accademico ed altro;

•Si propone con interlocutore di settore a supporto nella preparazione dei bandi e della commissioni e negli affidamenti degli incarichi;

•Attiva consulte sui singoli progetti per una maggiore divulgazione delle opere oggetto di intervento.