Faq, legali

Equipollenza lauree ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici

Q: Ai fini della partecipazione ad un concorso pubblico, si richiede l’equipollenza tra la  Laurea in Architettura e quella in Ingegneria Civile/edile. Inoltre, si intende conoscere quale è la norma di riferimento che detta questa compensazione.

R: L’equipollenza, per la partecipazione a pubblici concorsi, tra lauree in ingegneria civile o edile, o architettura, vecchio ordinamento, e lauree magistrali di nuovo ordinamento, è chiaramente prevista dalle norme vigenti, e in particolare dai disposti combinati del Decreto Interministeriale 14 aprile 2003 (Gazzetta Ufficiale del 6 agosto 2003, n. 181), Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 (Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2009 n. 233).

Anche la giurisprudenza appare univoca nel ricondurre ad equivalenza la laurea in architettura e quella in ingegneria come ampiamente ribadito dal TAR di Torino, che, con sentenza n. 469/2004, ha sancito che ai fini dell’ammissione ai concorsi pubblici la laurea in ingegneria edile, quella in ingegneria civile e quella in architettura sono perfettamente equivalenti.

Inoltre, nell’ambito della Comunità Europea la laurea in ingegneria edile è da ritenersi equivalente alla laurea in architettura. Tale equivalenza risulta anche dal D.M. 28.11.2000, recante «Determinazione delle classi delle lauree specialistiche», che attribuisce a tali due facoltà il medesimo codice identificativo della classe di appartenenza, dal che deriva la piena corrispondenza sotto il profilo legale.

Laddove dovesse essere disposta l’esclusione dalla procedura concorsuale in oggetto sono ravvisabili gli estremi per il ricorso al giudice amministrativo.